Pegasus

Pegasus

BARBERA D’ASTI SUPERIORE DOCG

TERRA

Agliano Terme, Monferrato (Piemonte)

VITIGNO

Barbera

Vitigno
La Barbera è il vitigno più coltivato in Piemonte. Trasmette ai vini decisi sentori di frutta rossa, che possono variare molto di tonalità, in funzione dei terreni, delle maturazioni e delle tecniche di vinificazione. I vini da uve Barbera possono assumere molte sfumature: è l’Uomo a trovare ed evidenziare la “cifra stilistica” di ciascun territorio.
Terroir
Il vigneto si trova in Agliano Terme; una zona particolarmente vocata. I vignaioli del passato dicevano che qui le Barbere hanno un certo “ghèddu”. Questo termine arcaico della lingua piemontese indicava uno stile personale unico e aggraziato. Infatti, i vini dal versante Sud e Sud-Est di Agliano sono dotati di grande struttura e al tempo stesso sono molto eleganti al naso e al palato. Il suolo di questo vigneto è prevalentemente argilloso. La posizione di questo vigneto permette ai filari di ricevere l’ombra già dalla metà del pomeriggio; ore preziose in cui la temperatura dei grappoli in maturazione inizia gradatamente a scendere fino al definitivo rinfrescamento che proviene dalle brezze serali del fondovalle.
Vinificazione e Affinamento
Trasporto dei grappoli in cassetta. Dopo la diraspatura e la pigiatura si procede con una vinificazione “in rosso” in tini termoregolati a 29°C, con l’utilizzo di lieviti selezionati. Durante la macerazione si procede a frequenti rimontaggi, con bagnatura del “cappello” di bucce. Si compie anche una ossigenazione attraverso la tecnica del délestage. Prima della svinatura il vino riposa per un paio di giorni. Al termine della fermentazione malolattica il vino viene spostato in barriques: un quarto di queste sono nuove, acquistate da tonnellerie francesi e con tostatura media, le rimanenti sono barriques usate. L’affinamento può durare dai 9 ai 12 mesi; segue un ulteriore affinamento delle bottiglie per almeno 6 mesi prima della distribuzione.
Note Degustative
Vino dal colore rosso rubino intenso, con riflessi violacei. Al naso un bouquet articolato di composta di frutti rossi e “ramasìn” freschi, un tipo di prugnette selvatiche. Con l’ossigenazione il vino svela i suoi aromi terziari: una leggera nota di radice di liquirizia, vaniglia, un aroma biscottato e note terrose. In bocca una fitta trama di tannini morbidi si alterna a una equilibrata acidità. Il vino avvolge il palato con il suo calore e svela il suo aroma fruttato, oltre che una interessante nota salina. Lungo e persistente nel retrogusto.